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Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni (1948), p.110 Bollati Boringhieri 1999

«(...) Una volta, nei tempi eroici della storia delle religioni, si credeva che il culto del Sole fosse conosciuto, in altri tempi, da tutta

l’umanità. Si può dire che i primi tentativi di mitologia comparata ne decifrassero le tracce dappertutto. Tuttavia, fin dal 1870, un etnologo eminente come A. Bastian osservò che questo culto solare si trova, in realtà, soltanto in rarissime regioni del globo.

E mezzo secolo dopo Sir James Frazer, riesaminando il problema nell’ambito delle sue pazienti ricerche sull’adorazione della Natura, noterà l’inconsistenza degli elementi solari in Africa, in Australia, in Melanesia, in Polinesia e in Micronesia. La stessa inconsistenza si nota, salvo poche eccezioni, nelle due Americhe. Soltanto in Egitto, in Asia e nell'Europa arcaica, quello che si chiama «culto del sole» ha goduto di un favore tale da divenire in certe occasioni, per esempio in Egitto, vera preponderanza.

Se consideriamo che, oltre Atlantico, il culto del Sole si è sviluppato unicamente nel Perù e nel Messico, cioè fra i soli popoli americani «civilizzati», e i soli che abbiano raggiunto un’autentica organizzazione politica, non si può non riconoscere una certa concordanza fra la supremazia delle ierofanie solari e i destini «storici». Si direbbe che il Sole predomina dove, grazie ai re, agli eroi, agli imperi, «la storia è in cammino». (...)»



 
 
 

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